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Comune di Valli del Pasubio

Provincia di Vicenza - Regione del Veneto


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Monumenti

Monumento ai Caduti a Valli del Pasubio


Si trova nel piazzale adiacente al Municipio ed è stato voluto dal gruppo locale degli Alpini, unitamente alle associazioni combattentistiche, all’Amministrazione comunale e alla popolazione. L’opera attuale è stata inaugurata nel 1982 e sostituisce una precedente del 1924. Sulle quattro lapidi sono riportati i nomi di tutti i concittadini deceduti per qualsiasi causa di guerra: 136 della Prima Guerra, 65 caduti e 39 dispersi della Seconda, 2 ad Adua.


Monumenti ai Caduti sono presenti anche a Staro ed a S. Antonio, quest’ultimo inaugurato nel 1976.    

      

                                                                                    Staro


        

    

                                                                          Sant'Antonio

             


Monumento al Partigiano a Vallortigara

E’ un monumento alla Resistenza in ricordo di Bruno Brandellero e di tutti gli altri partigiani valleogrini caduti voluto da un Comitato Comunale per la celebrazione del ventennale della Resistenza e  dei sindaci di  Schio, Valli del Pasubio, Torrebelvicino, Tretto, San Vito di Leguzzano e Santorso. Posto a 888 metri s.l.m. su un belvedere presso la contrada Vallortigara, è stato ideato dallo scultore scledense Guido Cremasco e consiste in una vela ad arco in cemento e del sottostante altare in marmo rosso di Tregnago, sormontato da una grande croce col Cristo morente. Fu inaugurato nel 1965 e consegnato al sindaco di Valli del Pasubio.


Monumento all’emigrante


La scultura, posta nella piazzetta davanti il teatro San Sebastiano, è stata realizzata da Romeo Sandrin di Padova in pietra e bronzo, ed è stata voluta per ricordare i tanti emigrati del paese. Rappresenta un uomo ad altezza naturale, con in mano cappello e valigia, in procinto di partire. Per l’inaugurazione, avvenuta l’11 maggio 1992, fu composta da Giuseppe Fabris una poesia intitolata “All’emigrante”.

 

Prima pietra – Monumento per il Centenario della Grande Guerra

Realizzata dall’artista Marco Nereo Rotelli nell’ambito del progetto Via Pasubio, l’opera è composta da un monolite in marmo nuvolato di Carrara e riporta un verso del Premio Nobel Séamus Heaney “Col viso pieno di gioia a guardare la luna”. È situata in Piazza Pecori Giraldi, ai piedi della Chiesa Arcipretale, ed è una delle 12 grandi pietre con scolpiti versi poetici disposte tra vari comuni, tra cui Genova e Forte dei Marmi. Queste sculture furono installate nel 2010 in Piazza Duomo a Milano in occasione della mostra di Rotelli. L’opera vuole veicolare l’idea della pietra viva, come pietra miliare che segna la nostra esistenza con i versi di grandi poeti dedicata all'identità e alla pace tra i popoli.

 

Ossario del Pasubio


Situato sul colle Bellavista a 1250 metri s.l.m., è il primo Ossario ad essere stato costruito nella provincia di Vicenza. Nel 1917, per ricordare i caduti di Caporetto, i soldati costruirono una piccola cappella sotto la vetta del Pasubio. Sorta la volontà di onorare i caduti della I Armata, si costituì un comitato nazionale per il Sacello-Ossario, presieduto dai generali Guglielmo Pecori Giraldi e Luigi Maglietta. Nel 1919  l’architetto Chemello offrì l’opera di progettazione e successivamente si aprì una cava alle pendici del Monte Cornetto per ricavare la pietra di costruzione, dalle sfumature nere e grigie. Nel 1921 si deposero nel Sacello le prime 2000 salme di soldati ignoti caduti sul Pasubio e in seguito iniziarono i lavori per la costruzione della torre monumentale, che furono sospesi per mancanza di fondi ma ripresi poco dopo grazie all’aiuto economico apportato dalla “Fondazione 3 novembre”, creata dal generale Pecori Giraldi per onorare i caduti della I Armata. Il monumento, ad oggi, accoglie le salme di oltre 5000 soldati, ed è composto da una cripta centrale e da una galleria circolare. Alla base la torre misura 10,5 metri e l’intera costruzione ne misura 35. Sui diversi lati sono riportate delle iscrizioni, tra cui: “Eroi della Prima Armata splenderete in eterno”, “Vigilante il Pasubio, i custodi invitti all’ombra della Croce, dormono in pace”. Il piazzale d’accesso è stato progettato dall’ architetto Vincenzo Bonato di Schio e misura 40 m in lunghezza e 32 in larghezza. Sul lato sud è presente una scalinata che porta alla cappella votiva, all’interno della quale si trova una statua dell’Immacolata in marmo di Carrara di Giuseppe Zanetti e delle decorazioni di  Tito Chini. Fu inaugurato il 29 agosto 1926 alla presenza di molte autorità, tra le quali il Re Vittorio Emanuele III. Nelle vicinanze del  monumento è stato allestito dalla Fondazione sopraccitata un Museo di guerra, dedicato anch’esso alla Prima Armata.

 

Come arrivare: una volta arrivati al Passo Pian delle Fugazze, prendere la strada che porta a Malga Cornetto e proseguire oltre il bivio per Campogrosso.

Tempo di percorrenza da Valli del Pasubio: circa 20 minuti; da Rovereto: 45 minuti.

Per ulteriori informazioni, visitare il sito http://www.ossariodelpasubio.it/

     

 

Informazioni tratte da:

“Valli del Pasubio – Comunità di confine in Alta Val Leogra dalle origini al Duemila” di Angelo Saccardo;

“Prima Pietra – un’opera comune” di Marco Nereo Rotelli;

testimonianze orali;

http://www.prolocovallidelpasubio.it/;

 

Via Bruno Brandellero, 46
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PEC: vallidelpasubio.vi@cert.ip-veneto.net