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Descrizione
e significato dello Stemma
Lo
stemma, a forma di scudo, raffigura sullo sfondo la Stella d’Italia
d’oro
riaggiata nel cielo azzurro, i Monti Cornetto e Pasubio con il Pian
delle
Fugazze e relativo Ossario che sorge sul Colle Bellavista, verso i
quali,
quindi verso il Trentino, un’aquila si dirige a volo spiegato sopra una
verde
valle, portando negli artigli il drappo tricolore. In basso a sinistra
campeggiano
le lettere romane X V C D che, secondo la consolidata interpretazione,
pur non suffragata
da documenti sicuramente distrutti nell’incendio del 1944, stanno a
significare
“X (Decem - oppure “Ex”) Valles
Comitum (et)
Dominorum”
(Valli del Conti e dei Signori); il numero romano “X” indica il numero
delle
valli, sempre percorse dalle acque, affluenti del torrente principale
Leogra e
coincide con il numero dei “Quartieri” in cui è anagraficamente
suddiviso il
territorio comunale.
Il
momento storico della sua introduzione in uso, ancorché non
autorizzata,
giustifica gli elementi costitutivi dello Stemma.
Era ancora
fresco il
ricordo degli eventi bellici per la riconquista all’Italia del Trentino
tanto
che, con R.D. 20/10/1922 n. 1386, il Monte Pasubio, assieme al Monte
Grappa,
Sabotino e S. Michele, veniva dichiarato zona monumentale “a
consacrazione nei secoli della gratitudine della Patria verso i
Figli che per la Sua grandezza vi combatterono epiche lotte nella
guerra di
redenzione 1915-1918 …”(dall’art. 1 del R.D. n. 1386/1922).
Inoltre fu
decretato il
cambiamento di denominazione del Comune da Valli dei Signori, retaggio
di
antiche dominazioni, in Valli del Pasubio: Valli provenienti tutte “da un nucleo unico e gigantesco, come da un
enorme cuore che trasuda acque perenni […]Questo paterno ed eterno
cuore è il
Pasubio, Pax ubi oggi, tormentata ara di sacrificio nel 1916!. Il
glorioso
Monte è vicentino a tutti gli effetti […]o meglio ancora appartiene
indiscutibilmente al Comune di Valli che si estende alle sue radici.”
(tratto dalla istanza di mutamento del nome in data 7 agosto 1926
presentata al
Ministro dal commissario prefettizio console cav. Ottavio Piazza).
Contemporaneamente
al
mutamento di nome del Comune si tenne la solenne inaugurazione del
Sacello
Ossario del Pasubio, alla presenza di un lungo elenco di autorità
testimoniato
dai quotidiani dell’epoca, la cui costruzione fu fortemente voluta
dalla
popolazione dimostrata dalla celerità con la quale si raccolsero i
fondi
necessari. All’esterno dell’imponente manufatto stanno alcune
iscrizioni
lapidarie tra le quali “La prima armata
infranto due volte l’orgoglio nemico, balzò dal Pasubio al Brennero,
assicurando all’Italia i suoi termini sacri”.
Per i predetti motivi storici ed
ambientali lo stemma in uso rappresenta la storia millenaria di queste
terre ma
soprattutto testimonia lo spirito di riconoscente patriottismo della
sua gente
tanto che da quasi un secolo di storia costituisce il fattore
identificante ed
indiscusso dei valligiani.
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